SALMORIGLIO... il blog di condimento!

venerdì, giugno 08, 2007

L'industria del Porno



L'industria del porno rende tantissimo, basta pensare che i siti internet a pagamento sono prevalentmente pornografici. Il video su San Pornando Valley parla da sè (e come parla!). Se Freud vedesse il mondo oggi avrebbe la conferma delle sue teorie. Sarebbe contento (credo). Basta accendere il televisore! Ecco. Una volta erano le ragazze "Cin-Cin". Oggi sono le veline, le letterine, le letteronze... In ogni caso la "porno-addiction" ha preso il controllo dell'umanità.
Da un lato è un bene, dall'altro è un male. Credo che in Italia ci sia ancora troppo provincialismo e si viva ancora di pregiudizi per poter considerare il mercato del porno un mercato "aperto". L'Italia non è la Svezia, nè tanto meno la California. Intanto la pornoevolution è cresciuta sempre più negli ultimi anni. E crescerà ancora. E poi ci meravigliamo quando sentiamo che una ragazza di 17 anni viene violentata, dopo aver accettato l'ospitalità da uno sconosciuto (ubriaco) incontrato la stessa sera all'uscita dalla discoteca. Dovremmo stupirci solo per il fatto che tanta "roba" in TV ormai avrebbe dovuto desensibilizzare l'aggressore alla vista di una mini-gonna tipo cerotto. Quando i nostri nonni erano piccoli, una caviglia scoperta era già eccitante, e una spalla nuda era censura (vietato entrare in Chiesa in prendisole - racconta mia madre- ma poi anche i preti si sono adeguati, naturlamente). Il sexyshop non era nemmeno concepito 20 anni fa. Oggi c'è. Ma nella mia città, per entrarci, la gente entra mascherata (anche quando non è Carnevale). Prima certi tabù in TV erano riservati in seconda serata, adesso sono sbattuti fin dal mattino o dal primo pomeriggio, per arrivare alle hot-line notturne, note anche al rag. Fantozzi.

Meno male che hanno inventato il bollino rosso, così i perbenisti sono avvisati, e i bambini dai 6 anni in su nelle loro camerette con il wide-screen 32 pollici sanno quando comincia il pornazzo mentre mamma e papà vanno in libreria a comprare libri di psicopedagogia del tipo "Aiutiamo a capire nostro figlio". Ma pensiamo al lato bello della vita, il sesso fa bene (a chi lo pratica), il sesso è salute! Se prima nonno Ugo doveva aspettare fino a tardi, adesso trova qualche bel sorridente fondoschiena anche il pomeriggio accanto ad Amadeus, e magari potrà contemplare in compagnia della nonna. Alla fine è quello che vogliamo. Qualche colore in più, gente che sorride, giusto il contentino, lo zuccherino che ci viene quotidianamente elargito per far dimenticare a nonno Ugo che la sua pensione non gli basta per campare. E intanto "cin-cin"!

domenica, giugno 03, 2007

Ferrari a Catania

L'importante è partecipare. Si dice così. Ma chi di noi non ha sognato almeno una volta di vincere e riuscire in qualcosa, o desiderato addirittura di essere un "campione" nella vita? La lotta è una cosa innata. E' istinto di sopravvivenza. E la vittoria soddisfa questo istinto. Dal momento in cui nasciamo inizia una sfida. Contro cosa non si sa. E' una sfida contro la morte (inevitabile)? Intanto c'è chi fa di tutto per non morire di vecchiaia... non credo. La sfida è contro qualcosa di più. Contro noi stessi. Ecco perchè hanno inventato i videogiochi! A volte sfidiamo non per istinto di sopravvivenza, ma solo per l'orgoglio o il piacere di sottomettere. Il piacere di gustare la vittoria e la celebrità come gli antichi guerrieri trionfatori incoronati con gli allori. Ma io non sono mai stato un campione. Forse da piccolo, quando giocavo. Ma a volte baravo, sfidavo mia sorella più piccola di me, però mi batteva quando giocavamo a tivit. Ma campioni o non campioni, se proprio la regola è partecipare, l'importante è non restare sconfitti. Quando già almeno una persona che conosci ti dice che sei eccezionale, allora ti dico che hai vinto. E puoi adagiarti sugli allori, amico! E in tema di "campioni", passa da Catania il Ferrari 60 Relay che vede protagoniste auto storiche e non, che celebra il sessantesimo anniversario della casa di Maranello. Tra i presenti il campione Nino Vaccarella, che al volante di una 275 P2 vinse la Targa Florio del 1965 (tante Grazie a Giorgio per le foto!).