SALMORIGLIO... il blog di condimento!

lunedì, maggio 14, 2012

Si può fare!!!

"Si può fare", diretto da Giulio Manfredonia è ispirato alle storie vere delle cooperative sociali nate negli anni ottanta per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia, in particolare a quella della cooperativa "Noncello" di Pordenone. Il film è dedicato alle oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia e ai 30.000 soci diversamente abili che vi lavorano.

«L'importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile può diventare possibile. Dieci, quindici, venti anni addietro era impensabile che il manicomio potesse essere distrutto. D'altronde, potrà accadere che i manicomi torneranno ad essere chiusi e più chiusi ancora di prima, io non lo so! Ma, in tutti i modi, abbiamo dimostrato che si può assistere il folle in altra maniera, e questa testimonianza è fondamentale. Non credo che essere riusciti a condurre una azione come la nostra sia una vittoria definitiva. L'importante è un'altra cosa, è sapere ciò che si può fare. E' quello che ho già detto mille volte: noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. E' il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare.» (F. Basaglia)

venerdì, febbraio 17, 2012

Effetto "Butterfly"

Da Wikipedia: Effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L'idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. [...]

L'espressione "Effetto farfalla" si ritiene in genere sia stata ispirata da uno dei più celebri racconti fantascientifici di Ray Bradbury: Rumore di tuono (A Sound of Thunder, in R is for Rocket)[1] del 1952, in cui si immagina che nel futuro, grazie ad una macchina del tempo, vengano organizzati dei safari temporali per turisti. In una remota epoca preistorica un escursionista del futuro calpesta una farfalla e questo fatto provoca una catena di allucinanti conseguenze per la storia umana.

Alan Turing in un saggio del 1950, Macchine calcolatrici ed intelligenza, anticipava questo concetto: "Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l'uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza".

A conti fatti perciò una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro: nella metafora della farfalla si immagina che un semplice movimento di molecole d'aria generato dal battito d'ali dell'insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano.

Edward Lorenz fu il primo ad analizzare l'effetto farfalla in uno scritto del 1963 preparato per la New York Academy of Sciences. Secondo tale documento, "Un meteorologo fece notare che se le teorie erano corrette, un battito delle ali di un gabbiano sarebbe stato sufficiente ad alterare il corso del clima per sempre." In discorsi e scritti successivi, Lorenz usò la più poetica farfalla, forse ispirato dal diagramma generato dagli attrattori di Lorenz, che somigliano proprio a tale insetto, o forse influenzato dai precedenti letterari (anche se mancano prove a supporto)."Può il batter d'ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?" fu il titolo di una conferenza tenuta da Lorenz nel 1972.

E così, tra crisi e proteste, Atene in fiamme, l'Italia non si desta, o almeno viene destata dal tatuaggio a farfalla sull'inguine di Belen Rodriguez al Festival di San Remo. Che tale evento sia da noi molto enfatizzato, lo è per chi vive di sola TV, perchè chi lavora e vive la propria routine, se avesse il tempo di guardare la televisione, rimarrebbe "schifiato" dalle volgarità e dal basso livello culturale di un Festival musicale che una volta era degno di essere tale, e che l'Italia investe come forte evento socio-culturale-politico... questo è il grande effetto farfalla ci cui si parla i nquesti giorni! Credetemi, non resta che cambiere canale, e non pensare di aver dato soldi per il canone RAI.


giovedì, gennaio 12, 2012

Inizia (ancora) un nuovo anno...



Il mese di gennaio è quello in cui si fanno gli auguri ai propri amici. Gli altri mesi sono quelli in cui gli auguri non si realizzano.

Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

sabato, dicembre 24, 2011

Dov'è il Bambinello?

Eh sì, entrare e vedere il presepe tutto allestito, con Giuseppe e Maria rivolti alla culla, e... il bambinello dov'è??? Esistono due correnti di pensiero: 1) quelli che fanno il presepio completo dal primo giorno, come se fosse una realistica istantanea della santa notte di Betlemme: 2)quelli che mettono il Gesù bambino dopo il 25... Ma il bue e l'asinello allora che ci stanno a fare? Tutti in contemplazione verso la culla vuota!?! Io appartengo alla corrente dei pre-25. E metto pure i Re Magi!!! Sì, perchè esiste nello stesso filone di pensiero n.2, il concetto che i Re Magi vengano dopo il 6 gennaio. Sopra ogni cosa, poi c'è chi mette la neve, in effetti qui a dicembre è inverno, e le pecore vanno in giro sotto la neve...

domenica, aprile 03, 2011

B-Movies


Mi chiedo cosa sarebbe il mondo cinematografico senza l'avvento dei B-movies. Anzi, più storia del cinema è rappresentata dalla miriade di film di serie B. Sono quelli inguardabili, girati a basso costo, effetti speciali con la salsa di pomodoro e i petardi, i manichini usati come controfigure. Ma sicuramente caratterizzati da una grande fantasia, che limitatamente al budget fornito (nella maggior parte dei casi), hanno creato dei capolavori. Tanto è vero che un popolo di cultori del genere ancora si commuove dinanzi a certe opere cinematografiche! E grazie al web, oggi sono facilmente reperibili anche in DVD.

mercoledì, febbraio 09, 2011

Addio a Tura Satana


[...] Non è che Tura Luna Pascual Yamaguchi sia stata esattamente l’attrice più famosa della storia. Anzi. Ha esordito nel 1963 – faceva la prostituta parigina in Irma la dolce, quello lì di Billy Wilder con Jack Lemmon che è un po’ bello – e ha girato pochi film; in più, come dire?, parliamo di roba che in pochissimi hanno visto e apprezzato. Avete presente Ed Wood, quel film di Tim Burton che si distingue dagli altri film di Tim Burton perché non piace alle ragazze gotiche che piangono nel loro letto di velluto nero mentre accendono cerini al Maligno e ascoltano i My Chemical Romance lamentandosi di quanto faccia schifo la vita? Ecco, Tura Satana recitava in quel genere di film lì di cui si parla in Ed Wood. Quelli low budget, intrinsecamente stupidi, pieni di tette, mostri spaziali e pessimi effetti speciali. Era in The Astro-Zombies, per esempio; faceva Satana. Non era particolarmente talentuosa, ma rubava la scena a chiunque perché era una tettona di un metro e novanta di origini giapponesi. Come la volta che fu Varla per Russ Meyer. Il quale, faccio tre righe di parentesi, era un erotomane con la fissa per i seni giganti e le macchine veloci, ma era anche un uomo con una visione, stracolmo di talento – guardatevi Motorpsycho! e parliamone – e di intuizioni, che ha anticipato Punto Zero e Duel, oltre ad avere fornito a Tarantino materiale a sufficienza per altri dieci film, otto corti, due finti trailer, un libro di fotografie e un dagherrotipo. Ma comunque. Sono più di tre righe. Ma ne valeva la pena.

Il film più famoso di Russ Meyer, quello dove Tura Satana ha toccato il suo apice, si chiama Faster, Pussycat! Kill! Kill!, ed è un film al contempo femminista fino al midollo e lascivamente maschilista. Racconta la vicenda di tre ragazze con le tette grosse che vanno in giro in macchina a fare il culo a gente a caso. C’è un sacco di deserto. C’è un pazzo che azzecca inquadrature da Oscar e le alterna a riprese tipo pranzo di Natale in famiglia quando il papà ha appena comprato la telecamera e vuole assolutamente che il figlio faccia le boccacce così uh uh quando lo vedranno i miei colleghi creperanno di invidia (per la telecamera, non per il figlio). Soprattutto, ci sono figure femminili che, pur incarnando lo stereotipo della vixen che ti frusta a sangue in un bordello di Amsterdam, hanno anche una loro forza, una loro dignità, non si fanno reificare – se non dal regista stesso, ma allora anche Tarantino è un porco maschilista? – e non rinunciano comunque a essere donne, anche se effettivamente quanto ho scritto finora potrebbe venir fuori dalla penna di una giornalista cinquantenne di D, o meglio dalla tastiera, a meno che le giornaliste cinquantenni di D non usino ancora la penna, che comunque ne uccide più della spada, che sia di Damocle o meno.

Tutto questo per dire che Faster, Pussycat! Kill! Kill! è un capolavoro, bello da vedere non solo per le tette ma anche per fotografia e deserto a profusione, e Tura Satana sta a quel film come Ibra sta al Milan: come fai senza? E quindi sì, sono molto triste per la morte dell’attrice. Ma lo sono ancora di più per la morte della donna. La cui vita è (stata) meglio di un film, e merita di essere raccontata, anche solo per farvi venire la voglia di leggervi la biografia su Wiki, e magari, chissà, anche un paio di libri su di lei e su Russ Meyer. Proverò a farla breve, perché è inutile ricamare e poetare su quanto sto per scrivervi.

Tura Satana nasce Tura Luna Pascual Yamaguchi, in Giappone, nel lontano 1938 quando l’Italia di Pozzo vinceva i Mondiali grazie a Piola. Figlia di un mimo giapponese di origini filippine e di un’acrobata del circo di sangue indiano (quelli con le piume, non quelli del Gange) e antenati irlandesi, viene trasferita a forza, insieme alla famiglia, nel campo di concentramento di Manzanar, in California; alla fine della guerra, finisce a Chicago. Da lì, la sua vita comincia a diventare bizzarra.

Sapete, Tura era alta. E, ehm, prosperosa. Nel senso, molto alta e molto prosperosa. Tipo che già da piccina aveva più tette di Keira Knightley (SIMILITUDINI AZZECCATE! PARAGONI EFFICACI!), e tutti la prendevano in giro, a scuola (valli a capire). All’età di nove anni, mentre passeggiava leggiadra, venne stuprata da un gruppo di cinque uomini. Tura decise di studiare un po’ di arti marziali (aikido e karate) e, nel corso dei successivi quindici anni, girò per l’America in cerca dei suddetti cinque uomini che l’avevano violentata. Li trovò tutti e LI MASSACRÒ DI MAZZATE, non prima di aver spiegato loro chi fosse e perché stesse facendo loro quel che stava facendo loro (sì, come in quel film lì). Nel frattempo, entrò in una gang di donne motocicliste («We had leather motorcycle jackets, jeans and boots and we kicked butt»). A 13 anni si sposò, ma fuggì dal marito per andare a vivere a Los Angeles, dove tentò (fallendo) la carriera di cantante blues e dove intraprese (con successo) la carriera di modella di nudo.

Divenne poi una danzatrice nel Club Rendevouz di Calumet City (DAVVERO!), con il nome di Galatea, La Statua Che Prese Vita. In breve tempo la sua carriera decollò, tanto che Tura decise di fare il grande salto e diventare ballerina di burlesque. Esatto, proprio quel ballo che va tanto di moda tra le trentenni annoiate e in cerca di uomo da sposare, e che ha sostituito pilates, yoga, danza del ventre e i video didattici di Cindy Crawford nell’immaginario erotico-zitellario delle casalinghe disperate di tutto il mondo. Poi certo, Tura ballava il vero burlesque, non quello patinato di Christina Aguilera, la quale, comunque, buttala via. Tura divenne anche stripper, lavorando con altre star dell’epoca come Rose Le Rose e Tempest Storm. Rimase incinta, ma questo non le impedì di esibirsi fino all’ottavo mese di gravidanza.

A QUESTO PUNTO, ALL’ETÀ DI VENT’ANNI, cominciò a recitare per la tv e, successivamente per il cinema. Frequentò Elvis, che le chiese anche di sposarlo. Lei rifiutò, ma si tenne l’anello di fidanzamento. Cominciò a girare dei film. Fece cose.
Taglio fino al 1973, quando un ex amante le scarica addosso un caricatore. Nel senso che le spara, non nel senso che toglie il caricatore dalla pistola e glielo tira contro, eh. A quel punto va in ospedale a farsi medicare e scopre che le piace talmente tanto il posto che diventa un’infermiera tettona. Lo rimane per quattro anni, quando comincia a lavorare per la polizia di Los Angeles. Nel 1981 si rompe la schiena in un incidente d’auto. Da allora, un calvario di operazioni di vario genere e il progressivo scivolamento verso l’oblio, almeno fino a che la nascita di Internet, e quindi della possibilità di accesso illimitato a qualsiasi risorsa anche per il più sfigato dei fanboy di Rob Zombie che ha visto La casa del diavolo e si chiede da dove possa derivare un’idea così geniale, riporta il suo nome in auge nelle segrete stanze del culto sotterraneo degli anni Sessanta [...]

[tratto da Just Like Honey - il blog di Gabriele Ferrari]

lunedì, gennaio 10, 2011

La tossicità microscopica delle micotossine

Le micotossine (aflatossine, ocratossina A, zearalenone, fumonisine, ecc.) sono prodotti naturali altamente tossici del metabolismo secondario di alcune specie di funghi parassiti che possono svilupparsi su una grande varietà di alimenti (latte, cereali, frutta) in certe condizioni ambientali favorevoli legate ad esempio all'umidità o alla temperatura. Scarsi controlli, valori soglia imprecisi da nazione a nazione, e noi "consumatori di massa" vittime reali e spesso legati a psicosi pressochè ridicole. Paura del fumo di sigaretta passivo appena annusato per strada (semmai fastidioso, certo) o convinti che l'antiossidante nel vino ci protegga (senza fare i conti con il potere ossidante dell'alcol etilico). Ma fortunatamente ci sappiamo difendere, il nostro organismo è una macchina meravigliosa, con efficaci di sistemi di difesa, almeno finquando il gene ereditato ci impazzirà o i raggi ultravioletti ci inceneriranno del tutto prima ancora che giunga il solleone!

venerdì, dicembre 31, 2010

Buon 2011

Per l'uomo è comodo darsi una visione "quantica" della vita. L'hanno capita quelli che non festeggiano più i compleanni, ma non per nascondersi il numero dell'età sulla torta di compleanno!!! Così passa un altro anno, et voilà, brutti ricordi alle spalle e la speranza di nuovi propositi alle porte. Il vecchio alle spalle e il nuovo arriva... Un sereno e felice anno, come quelli che insomma in parte abbiamo già vissuto e dimenticati, con l'augurio di allontanare via i brutti i ricordi!!! Un anno migliore! Buona fortuna! Un anno prosperoso!!! Pieno di salute!!! (eh sì, quella sì che è importante, perchè senza la salute...)
...A me questa cosa mi angoscia! Se oggi sto bene, le sorprese mi preoccupano... "quel principio di tosse stizzosa persistente" che non va via? No, per ora sto bene, tocchiamo ferro... "ma se facciamo una lastra?" - dice il dottore - se poi esce qualcosa di brutto? Giusto un bel modo per augurarsi un buon anno! No, io non vado avanti, resto al 32 dicembre. E quando sarà l'ora di cambiare, allora ecco, fatemi gli auguri veri, sia di febbraio, marzo, giugno o di novembre!

martedì, novembre 09, 2010

Ronnie James Dio R.I.P.

Quest'anno è venuto a mancare questo grande artista rock, sconosciuto nell'epoca delle grandi emissioni commericali, sconosicuto ahimè per chi non ha mai apprezzato questo genere musicale, sia per colpa dei pregiudizi, sia per colpa di una cultura ormai lontana dalla voglia di conoscere, oltre ai volti, la vita degli uomini che hanno fatto la storia. Tutto è dato per scontato ormai, la cultura del manifesto pubblicitario, guarda, spendi, compri e mangia. La cultura degli ingordi del nulla. Peccato chi si è tenuto lontano dal rock, peccato chi l'abbia conosciuto solo per moda, peccato chi non l'abbia mai canatato o suonato!

venerdì, ottobre 22, 2010

E se fosse Cloverfield?

Da una fonte adnkronos di questo mese, secondo la NASA il 12 ottobre scorso sarebbe passato accanto all'interno del sistema Terra-Luna il grosso asteroide '2009 KL2' con 800 metri di diametro. E' passato assolutamente inosservato. Un grosso interruttore sul mondo, il tasto rosso sul telecomando, che avrebbe spento tutto in un attimo, da Antigua ad Avetrana (ma non ne sono del tutto sicuro).

giovedì, ottobre 14, 2010

La polizia si incazza!

Mondo violento. Non è una novità, ma un'intensificarsi di notizie mediatiche degli ultimi giorni ci proietta o no nel terrore che certi fatti violenti possano investire il nostro vivere quotidiano? Questo è il vero terrorismo, e sicuramente non saranno le bombe dei telebani. A chi fa paura un telebano in Sicilia? Se volete vi presento me frati (è 'u stissu, precisu precisu!) Il terrorismo è solo nostrano! Torneranno Maurizio Merli, Luc Merenda e Franco Nero a difendere i diritti della gente onesta che paga le tasse, vittime di ingiustizie, crimini e misfatti? O più probabilmente torneranno le W.I.P. (Women In Prison, ndr), gli SS-lager e i vampiri cannibali?

martedì, agosto 03, 2010

Camorra Music Corporation

In fondo anche Fra Diavolo aveva la sua canzone (gli fu dedicata un'intera opera, oggi gli avrebbero fatto una fiction..il capo dei capi?). E nella fanta-realtà-mafioso-musicale eravamo già abituati ai Brujeria.
Ma "loro" (quelli dell'articolo qui sotto, per intenderci) sono sempre esisititi intorno a me. E li scoprono soltanto adesso. Leggete:

Cantano, e i cd delle loro canzoni invadono le bancarelle di Ballarò, di Scampia e di Arghillà, i bronx metropolitani di Palermo, Napoli e Reggio Calabria. Ma hanno anche tv, comprano canali digitali, navigano in Internet, scaricano i video su YouTube che poi rimbalzano su iPod e iPad: Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra hanno costruito una poderosa industria “culturale”.
Serve a fare soldi, ma anche a veicolare messaggi di “onore”, forza e potenza. Il boss Gregorio Bellocco è un mafio-cantautore, quando i carabinieri lo hanno arrestato nel suo bunker di Rosarno hanno scoperto i cd con incise le canzoni che aveva composto. Testi chiari, tutti contro gli sbirri “infami e pisciaturi”, perché responsabili della cattura di “un omu geniali”, e i pentiti che si vendono il sangue e l’onore. Una canzone, però, il boss non è riuscito a regalarla ai suoi fans, quella dedicata al suo nemico giurato, un magistrato, il dottor Roberto Di Palma. “Quel grandissimo cornuto”, lo appella il figlio di Bellocco parlando con un altro affiliato. “Circondatu” è il titolo di un’altra ballata che racconta la fuga del boss. “Nu cani infedeli”, invece, è la canzone per gli infami. “Come gli antichi dovrei fare che gli tagliarono la lingua a queste carogne”, recita il testo.
Perché un boss scrive canzoni? “Perché è un uomo del nostro tempo”, è la risposta di Francesca Viscone, scrittrice e autrice de La globalizzazione delle cattive idee, un libro che analizza il fenomeno della “mafia song”. “I boss non sono più dei montanari. Oggi conoscono il valore di Internet, della tv, dei social network, comunicano per trasmettere il loro sentimento di onnipotenza. I capi delle ‘ndrine si sentono ad un passo da Dio. Ma il fatto che sia un boss a scrivere queste canzoni è un passaggio in più, un fatto inedito. Sono musiche che non hanno alcun valore culturale”.

[Fonte tratta da "Il Fatto Quotidiano"]

giovedì, giugno 03, 2010

Calciopoli... e la palla è tonda!

Non sono un grande appassionato di calcio, ma mi diverte seguire i commenti delle partite, assistere agli scambi di battute tra opinion leader ed ex-veline, ex-calciatori, ex-allenatori, ex-postini. Il gioco del pallone non è semplicemente vissuto come spettacolo, ma diventa un vero e proprio dibattito politico, e si accendono emozioni non solo in campo, ma anche dopo il 90° minuto. Si commenta la palla, il fuori gioco, il guardalinee, l'allenatore, il tifoso, l'arbitro e il calciatore. Moviola sì, moviola no. Dal barbiere, al bar, ogni commento è sull'articolo di giornale pubblicato sulla pagina dello sport. Mi sento un pesce fuor d'acqua. Io guardo la partita e basta. Immaginate se succedesse lo stesso con i film porno? Come se tanti non si limitassero a vedere il film, ma lo commentassero: quell'inquadratura è stata troppo veloce! Le tende sullo sfondo le avrei messe azzurrine! Quell'attore è troppo fiacco! Poco gioco sulle fasce! Il montaggio analogico! L'occhio della madre! ...Falloooo!!!

sabato, aprile 03, 2010

Tu quoque?


Anna... Anna... anche tu???

giovedì, marzo 11, 2010

Spice

Si chiama spice o genie la nuova droga chimica e molto pericolosa che spopola fra gli adolescenti e che deriva da un miscuglio di sostanze di sintesi e spezie dagli effetti stupefacenti.
Lo hanno confermato i test condotti dai tossicologi americani della Saint Louis University, Missouri; su 30 teenager che avevano fumato questi spinelli sono stati individuati effetti collaterali come allucinazioni, vomito, stati di agitazione, ipertensione, probabili danni al sistema cardiocircolatorio e al sistema nervoso.
Venduta come incenso o profumatore di ambienti, la 'spice' e' composta da una sostanza 10 volte piu' psicoattiva del Thc, il principio attivo della marijuana responsabile della sensazione di piacere. Brevettata in America negli anni '90 da uno studioso dei ricettori cannabinoidi, John Huffman, con il nome di Jwh-018, la sostanza e' stata studiata per le sue proprieta' analgesiche, salvo poi individuare un'azione simile e piu' potente di quella della cannabis.

[fonte tratta da sanitanews.it]